
Nel 2023, la regione europea dell’OMS ha registrato un incremento del 10% nei casi di tubercolosi tra bambini e adolescenti di età inferiore ai 15 anni. Questo allarmante dato emerge dal 2025 Tuberculosis surveillance and monitoring report, pubblicato oggi, 24 marzo, in concomitanza con la Giornata mondiale della tubercolosi. Il report, redatto dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) e dall’OMS, mette in luce una situazione preoccupante.
Una malattia persistente
La tubercolosi è un’infezione contagiosa che colpisce principalmente i polmoni, causata dal Mycobacterium tuberculosis, noto anche come Bacillo di Koch. Questa malattia rimane una delle principali cause di morte a livello globale, e dopo un periodo di predominanza della CoViD-19, è tornata a essere la prima causa di decessi legati a un singolo agente infettivo. Nel 2023, si sono registrati 1,25 milioni di decessi attribuiti alla tubercolosi, un dato che evidenzia l’urgenza di affrontare questa malattia.
Un aspetto cruciale da considerare è che non tutte le persone infettate sviluppano la malattia. Circa un quarto della popolazione mondiale vive con un’infezione tubercolare latente, in cui il batterio è presente ma non attivo. Sebbene solo il 5-15% di queste persone possa sviluppare la malattia nel corso della vita, i bambini sotto i 5 anni sono particolarmente vulnerabili. Questo rende la tubercolosi pediatrica un indicatore significativo della diffusione della malattia in una comunità, poiché solo le persone con la forma aperta della malattia sono contagiose, trasmettendo il batterio attraverso le secrezioni respiratorie.
Aumento dei casi pediatrici
Recenti dati hanno rivelato che i casi di tubercolosi tra bambini e adolescenti nei 29 Paesi europei e dello Spazio economico europeo rappresentano il 4,3% del totale dei casi registrati. Tra il 2022 e il 2023, i casi di tubercolosi pediatrica sono aumentati da 1.341 a 1.689, continuando una tendenza di crescita che persiste da tre anni. Nella popolazione generale di questi 29 Paesi, si sono verificati quasi 39.000 casi di tubercolosi. Espandendo la visione alla regione europea dell’OMS, che comprende anche l’Asia centrale, nel 2023 sono stati segnalati oltre 172.000 casi di tubercolosi, un numero simile a quello del 2022.
Il problema della resistenza ai farmaci
Un ulteriore motivo di preoccupazione è la questione della resistenza ai farmaci. Per un bambino su cinque con tubercolosi nell’area considerata, non è chiaro se il trattamento antibiotico sia stato completato. La terapia per la tubercolosi richiede l’uso di diversi antibiotici per un periodo prolungato, di solito quattro farmaci di prima linea. La compliance alla terapia è essenziale per prevenire lo sviluppo di ceppi resistenti del batterio, una problematica che sta diventando sempre più grave.
La tubercolosi multiresistente (MDR-TB) si sviluppa quando i farmaci iniziali non vengono gestiti correttamente o risultano inefficaci. Questa forma di tubercolosi richiede trattamenti più complessi e costosi, associati a effetti collaterali significativi. Nel 2023, solo due persone su cinque con tubercolosi multiresistente hanno avuto accesso a un trattamento adeguato, evidenziando una crisi che necessita di un intervento urgente.
Non fermarsi ora
Dal 2000, gli sforzi globali per combattere la tubercolosi hanno contribuito a salvare circa 79 milioni di vite. È fondamentale non rallentare ora, poiché l’obiettivo di porre fine alla tubercolosi è uno dei pilastri del Goal 3 dell’Agenda 2030. Nonostante le sfide poste dai postumi della CoViD-19, dalla crescente resistenza ai farmaci e dai conflitti in corso in Medio Oriente, in Africa e in Europa orientale, il motto della Giornata mondiale della tubercolosi 2025 è “Yes! We Can End TB: Commit, Invest, Deliver“. Questo è un chiaro invito a mantenere viva la speranza e a garantire finanziamenti vitali per la ricerca e l’accesso alle cure.